LA SUA CASA A CHOBAR

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Era lì, seduto su quella soglia di pietra liscia

Sembravano cresciuti insieme

E consumati insieme

Lui e la pietra

*

In una mano un vecchio bastone

Nell’altra un rosario

Non si capiva dove iniziasse il rosario e dove finissero le dita

Mano e bastone intrecciati fra loro

*

Aveva fatto mille mestieri

Lavorato molti anni in India, poi in Bhutan

Di nuovo in India, ricca famiglia britannica

Giardiniere

*

Parlava un buon inglese

La “P” al posto della “F”, retaggio indiano

*

La sua casa a Chobar

Appena fuori dal villaggio

Sul fianco opposto della collina che guarda Panga

*

Ci ho passato un intero pomeriggio

Guardando le sue mani e le sue rughe

*

“ Quando muore un vecchio muore una biblioteca “

La sua biblioteca le mani e le rughe.

*

Dicevano piu’ delle sue parole.

*

Parlavano di campi sotto il sole, di terra e di pietre spaccate

Di schiene piegate da pesi impossibili

Di freddo , di fango, di vento

*

Finalmente il giardino . Britannico

Finalmente il riposo . Ormai vecchio

*

Poi la casa.

La sua casa a Chobar

Sul fianco opposto della collina che guarda Panga

*

Aspettando sulla soglia qualcuno che gli chieda della sua vita


Si fa buio . Rientro

Mi fa l’ultima domanda : Credi in Dio ?

Gli ho risposto : Se Dio sono le tue rughe e le tue mani, si

‘notte Mauro

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