Surje e Ghopal sono due fratelli che lavorano e vivono nella Scuola con le loro rispettive famiglie

Uno e’ Aiuto – cuoco, l’altro Factotum
Una moglie ed un figlio\a ciascuno Rispettivamente di 5 e 2 anni e 1\2

La loro e’ una tipica storia di qui
Storia legata alla durezza del vivere, alla poverta’ estrema, alla impossibilita’ di dare ai propri figli una benche’ minima prospettiva di una vita diversa e decorosa


Di Etnìa Tamang, provengono dal villaggio di Dhading
I Tamang sono un gruppo etnico di lontane origini tibetane, fortemente influenzato da quella cultura sociale e religiosa
Vivono nell’ area delle colline che stanno a Nord di Kathmandu
Di taglia piccola ma resistentissimi, sono fieri ed orgogliosi delle loro origini, benche’ siano da sempre impiegati per i lavori piu’ umili
A Kathmandu e dintorni, dove prevalgono i Newari, sono fuori di casa
E qui sanno riconoscersi immediatamente fra loro, ed i posti di lavoro sono pochi
All’eta’ di 15 o 16 anni hanno lasciato il loro villaggio e sono venuti a cercare lavoro nella Capitale e nella valle che la circonda
Lo hanno trovato : Manovali nel cantiere che stava costruendo il primo dei 4 edifici della Rarahil Memorial School qui a Kirtipur
Deve essere sembrata loro una sine-cura il duro lavoro da Manovali, se hanno deciso entrambi di lasciare il villaggio per stabilirsi definitivamente nella Scuola
Infatti il Preside Narajan, che soprassedeva ai lavori, ha saputo vederne impegno, forza e buona volonta’ ed ha proposto loro di restare
Si sono sposati ( V. Post “ Usi, costumi e Cerimonie “ ) ed hanno un figlio ciascuno : Ronj , maschietto di 5 anni e Aakshu , femminuccia di 2 e 1\2 Li avete appena visti
Lui timido e schivo, ma che pian – piano si sta “mollando”, lei vivace, intraprendente, simpaticissima
Ormai mi viene incontro con un “ Ciao Mauooo ….” o “ Bajee, Bajee “ ( = Nonno ….. ), che divertono tutti gli altri e commuovono me
Era evidente fin dai primordi dell’Umanita’ : La donna ha conquistato l’uomo
Ed e’ finita cosi’ anche qui : Al mattino, alla sera, non vedo l’ora di incontrarla……..



…… amori senili ………i piu’ pericolosi !
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Rujal e’ un bambinetto magro – magro e troppo spesso, per la sua eta’, triste

Ha 8 anni e vive da convittore nell’ostello della Scuola
Con i bambini convittori, una sessantina, faccio colazione al mattino e ceno alla sera
Ormai li conosco tutti, e tutti si rivolgono a me con un rispettoso “ Maurosèr “, salvo poi raggrumarsi attorno con mille domande e mille curiosita’
Io insegno l’italiano, loro il nepalese
Sono diventato una specie di “wikipedia “ : Per una volta felice di esserlo
Dopo qualche giorno ho notato quel bambino, spesso solo ed in disparte, molto timido e mai sorridente Mi sono insospettito
Ho chiesto di lui a Rajja, la moglie di Sunil, due insegnanti senza figli che vivono dentro e sono un po’ mamma e papa’ di tutti
Rujal e’ orfano del padre , morto in un incidente, dall’eta’ di 6 anni
La madre poco dopo se ne e’ scappata con un altro uomo, lasciando il piccolo alla nonna, vedova e senza alcun cespite
Proviene da una famiglia di livello castale appena piu’ alto degli “ intoccabili “
Un piccolo esempio, tanto per capirci : Durga lavora in cucina, ed appartiene alla Casta degli “ Intoccabili “ Mai una donna appartenente ad essa potrebbe solo entrare in una cucina
Ora lei ci lavora e tutti la accettano
Padre e nonno di Rujal erano macellai : Nessuno delle Caste superiori puo’ fare questo mestiere
Non so se quelle di De Amicis fossero storie vere o solo frutto della sua fantasia e dei suoi tempi
Quel che so e’ che questa e’ una storia con la verita’ scritta a stampatello sul volto di quel bambino
Che ora e’ anche un po’ mio
Ora sorride, appoggia la sua testa sulla mia spalla, mi chiama da lontano ….. …….
……Maurosèr ….Maurosèr …..

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E’ consuetudine, come da noi a Natale, fare regali ai bambini per l’ormai prossimo Dasaìn
Sono andato a fare gli acquisti con la fida Shreejana, il cui vigile occhio aveva gia’ individuato le diverse taglie
Li ho voluti tutti insieme, in Ambulatorio
CHE FESTA ! CHE GIOIA ! CHE SORRISI !


Anch’io come Paolo vi faccio un indovinello : Indovinate chi era il piu’ felice di tutti

Premio : le solite bandiere tibetane
Domanda facile : Premio piccolo
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Perdonatemi questa specie di personale romanzetto d’appendice e strappa – cuore, che sa forse di “captatio benevolentiae “ ( e perdonatami anche questa citazione … ), ma quelle che vi ho descritto sono semplicemente delle storie
Soltanto che sono vere
E come sono verita’ i fatti, lo sono anche le emozioni ad essi legate
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Secondo Post : QUELLO CHE C’E’ E QUELLO CHE VORREMMO
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Sono stato invitato a cena dal Direttore dell’Ospedale di riferimento dell’ADM
Persona gentile ed affabile
Attenta ai più deboli ed al futuro del suo Paese
Serata molto piacevole ed utile, in cui si e’ parlato un po’ di tutto
In sintesi estrema il messaggio emerso e’ che noi non siamo qui per dare loro il pesce gia’ pescato, ma per insegnare loro come usare la rete per pescarlo
I ragazzi sono il futuro di questo Paese, e non solo di questo
Mi auguro che ne avvertano la responsabilita’ tanto quanto Shreejana, la nostra giovane Infermiera
E’ questo un doveroso riconoscimento nei suoi confronti
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Quello che c’e’ : Primary Health Post di Kirtipur : poli-ambulatorio pubblico, con impiegati sonnecchianti ma sempre “Busy “, pazienti culturalmente e storicamente rassegnati ed attrezzature come da allegata documentazione




Quello che vorremmo : “ L’ Ambulatorio De Marchi “ per tutti
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Vogliamo che diventi il riferimento non solo per i ragazzi della Rarahil Memorial School, ma per tutti gli Studenti di Kirtipur, soprattutto quelli piu’ poveri, che hanno piu’ diritto degli altri a questo Standard di Servizi e di Igiene



Fausto De Stefani ha voluto cosi’ per la Scuola
Noi lo vogliamo per l’ Ambulatorio
Lo dobbiamo ai ragazzi
Lo dobbiamo a Giuliano De Marchi

